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  • segreteriacoopinvo

“CIAO MAMMA, VADO IN ERASMUS!”

E’ un’immagine abbastanza evocativa quella di un ragazzo o una ragazza che pronuncia questa frase, no?

Riuscite ad immaginarvi la scena?

Ora pensate che quel ragazzo o quella ragazza siano autistici o anche persone con disabilità intellettiva di media entità…. che effetto fa?

Grazie al progetto europeo “Aiutami a fare Da solo – eDUcare all’Indipendenza!”  project code 2022-1-IT02-KA210-ADU-000082419 anche nominato più in breve “progetto ADU IN!”, finanziato dalla Comunità Europea, siamo orgogliosi di poter dire di aver accompagnato i ragazzi nel percorso Erasmus propedeutico e nell’esperienza di viaggio vero e proprio.

Un piccolo gruppo di ragazzi selezionati sulla base dei training svolti (avete letto il nostro articolo precedente?) e sulla base dell’interesse manifestato da ciascuno al termine di un complesso lavoro realizzato dall’equipe per sviluppare le capacità di ciascuno a riconoscere e manifestare le proprie volontà (lavoro di facilitazione dell’autodeterminazione rispetto all’ esperienza del viaggio) è partito alla volta della Spagna il 07 febbraio.

In concreto i ragazzi hanno preparato i loro bagagli in autonomia, aiutati da una lista scritta per immagini del necessario, affrontando un viaggio aereo che per qualcuno ha richiesto un processo di desensibilizzazione preventivo. Sono stati accolti dal nostro partner di progetto Fundació Autisme Mas Casadevall a Banyoles nella loro struttura dove offrono servizi residenziali e lavorativi per persone con autismo o disabilità intellettiva anche in età adulta, potendo vedere la quotidianità e la realizzazione degli argomenti e delle metodologie affrontate durante la precedente formazione (se vuoi saperne di più leggi i nostri articoli precedenti).

I “nostri” ragazzi hanno particolarmente apprezzato l’uso della stanza sensoriale presente nel complesso a Mas Casadevall … e per le operatrici è stato motivo d’orgoglio vedere come attraverso alcune strategie e la messa a terra del proprio bagaglio formativo si sia potuta realizzare con successo un’esperienza sfidante. I racconti hanno riportato proprio di un’avventura piacevole, vissuta con grande serenità e possiamo dire sia stata per tutti un’esperienza di “grande respiro” di cui i ragazzi sono stati a tutti gli effetti i protagonisti (con una ricaduta positiva anche sulle famiglie, dove i genitori con fiducia hanno sperimentato un primo ed importante distacco dei loro figli dal contesto famigliare).

Al rientro del gruppo il 10 febbraio abbiamo rivolto loro diverse domande su cosa avevano apprezzato, cosa volevano ripetere, cosa gli ha fatto paura, cosa li ha entusiasmati, quale destinazione avrebbero scelto per il prossimo viaggio…  e abbiamo sbagliato. Perché nessuno come i ragazzi ci insegnano a vivere pienamente nel momento presente, con un approccio mindfulness che noi presi da mille preoccupazioni, o peggio rimorsi, fatichiamo a mettere in pratica.

Abbiamo quindi raccolto le loro condivisioni social estemporanee e con il loro permesso le abbiamo condivise sui nostri canali social che vi invitiamo a vedere, per scoprire il loro racconto, senza parole, l’esperienza vista dai loro occhi.

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